Falco migratore ucciso da una fucilata: ennesimo episodio di bracconaggio nel 2025

L’Enpa denuncia: «Un crimine vile e ingiustificabile. Con le nuove norme sulla caccia, casi come questo rischiano di aumentare»

Un altro falco pecchiaiolo è stato ucciso a colpi di fucile durante il suo volo migratorio dall’Africa all’Europa. L’ennesimo atto di bracconaggio, denunciato con rabbia e dolore da ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), scuote la comunità ambientalista e gli amanti della natura. Il rapace, colpito da una scarica di pallini, è precipitato al suolo con una grave frattura esposta e scomposta all’ala. Soccorso e trasferito d’urgenza al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), non ce l’ha fatta: le ferite riportate erano troppo gravi.

“Vorremmo scrivere solo di salvataggi andati a buon fine – scrive ENPA in un post durissimo – ma purtroppo la realtà è ancora profondamente crudele”. Il falco pecchiaiolo è una specie migratrice protetta che percorre migliaia di chilometri per riprodursi in Europa, sfidando fatica e pericoli. Ma, come spesso accade, il nemico più letale resta l’essere umano.
Il rapace è stato ucciso fuori dalla stagione venatoria, il che – ricorda ENPA – classifica l’episodio come un atto di bracconaggio vero e proprio. “Un criminale – lo definiscono – uscito appositamente per uccidere un animale indifeso, solo per divertimento”. Con parole cariche di amarezza, l’associazione ricorda come questi animali “abbiano l’unica colpa di esistere”, evocando il verso pascoliano “quest’atomo opaco del male” per sottolineare l’assurdità della violenza gratuita.
Ma l’allarme lanciato va oltre il singolo episodio. ENPA teme che l’approvazione della nuova riforma sulla caccia, promossa dall’attuale governo, possa rendere questi crimini ancora più frequenti. “La riduzione dei controlli – affermano – rischia di spalancare le porte a una stagione nera per la fauna selvatica”.
L’associazione conclude l’appello con una riflessione netta e urgente: “È tempo di aprire gli occhi e decidere se vogliamo davvero continuare a sporcarci le mani con il sangue degli innocenti”.
Un messaggio chiaro, che chiama cittadini, istituzioni e politica a prendere posizione.
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